sabato 7 maggio 2016

RECENSIONE 'The Woden's Day' di Tania Paxia

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TRAMA:
“Siamo amici solo il mercoledì sera e quando non siamo in pubblico”.
– Woden Audrey Doolittle.
Woden è una patita della chimica e dell’elettronica, piatta come uno skateboard, occhi e capelli di un castano normale e nessun segno particolare, a parte un dente scheggiato per colpa di una caduta sull’asfalto da piccola e il vizio di tingersi le ciocche di capelli di colore diverso quando ne ha voglia. Per il resto è una normalissima e anonima diciassettenne, un po’ maschiaccio, che ogni tanto d’estate si diletta ancora a correre sui marciapiedi con lo skate. Colleziona montature di occhiali da vista stravaganti e non è il massimo della bellezza, ma a lei va bene così.
“Sono un pessimo amico del mercoledì”.
-Carter Fitzpatrick
Carter (Saetta) è un pilota Nascar e il suo sogno è di correre nella Spint Cup. È il ‘non ragazzo’ di Felicia Hadley, la diva del liceo, ma se la spassa con tutto il gruppo delle Cheerleaders, tranne Hannah Jones che per il momento sembra resistergli. Ma lui ama le sfide, anche perché i diciassette anni arrivano una volta sola e non ricapitano più. È una celebrità a scuola da quando in prima superiore era passato dal go-kart a roba più seria. Anche l’aspetto fisico, nel crescere, si era evoluto, facendolo assomigliare più a un bel ragazzo e non più a un ranocchio. Il primo passo era stato togliere l’apparecchio e dopo, tutte quante, erano cadute nella trappola del pilota biondo con gli occhi azzurri…
Entrambi hanno un segreto: sono amici da sempre, ma non in pubblico. Si incontrano il mercoledì sera, a casa di Woden per prestare fede all’accordo stretto da bambini: il Woden’s Day.
Delle domande, però, iniziano a farsi spazio nei loro pensieri…Il Woden’s Day poteva continuare fino al diploma, ma poi? Cosa ne sarebbe stato della loro amicizia senza l’unica cosa che li legava?
Tra liti, tregue, battibecchi e incomprensioni, Woden con le sue ‘teorie’ e Carter con la sua ‘pratica’ cercheranno di trovare una soluzione al problema.
RECENSIONE:
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Woden e Carter da piccoli abitano vicini e passano sempre il loro tempo insieme, a causa della separazione tra i genitori di Carter, lui dovrà trasferirsi e si promettono di passare insieme ogni mercoledì, giorno in cui lui va a trovare la mamma.
“Wod, ridammelo”. Mi ordinò, agitando i suoi capelli di un biondo scuro dorato, un po’ lunghi a forma di scodella rovesciata, con la riga in mezzo. Me lo strappò dalle mani con una velocità impressionante. I suoi riflessi erano eccezionali, dato che era abituato a correre con i go-kart. Non c’era verso di sorprenderlo con qualche gesto improvviso. Mai. “Devo ancora modificarlo”. Sbuffai. “Vorrei ben vedere”, con un gesto stizzito raccolsi le braccia al petto, incrociandole. “Audrey’s Day”, scossi il capo, facendomi sbattere le lunghe trecce castane sul volto e sul collo, “è orripilante”.
Crescendo Carter è diventato un gran rubacuori e Woden è rimasta …. Woden. Carter frequenta i ragazzi più carini dell’istituto e Woden è relegata al margine della piramide, in un liceo. Carter non può ‘rovinarsi la reputazione’ così lui e Woden non si parlano a scuola ma si vedono solo nel loro mercoledì, o The Woden’s Day, come lo hanno battezzato i due ragazzi.
Carter non vede Woden come una ragazza, ma come la sua migliore amica, almeno finchè non si rende conto che anche lei è cresciuta e lui non è l’unico a ‘divertirsi’.
 La biglietteria era vuota, quindi voleva dire che Simon doveva essere in pausa sigaretta, ma non lo avevo incontrato sul marciap…mi bloccai all’istante, dopo aver fatto un passo avanti senza aver avuto il tempo di chiudere la porta. Simon non era in pausa sigaretta, ma in pausa bacio, a quanto pareva. E Woden non aveva il broncio, come invece avevo ipotizzato io, ma era impegnata a darsi da fare con Simon. […] “Fanculo, Woden”. Mi sfogai ancora stringendo le mani sul volante con tutta la forza che avevo, fino a farmi male. Ero arrabbiato ma non sapevo spiegarmi bene il motivo. 
Woden non è diversa da Carter, il suo migliore amico la attrae, ha voglia di baciarlo e non sa come toglierselo dalla testa.
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 “Woden”. Mi chiamò con la voce roca e profonda. Feci finta di non sentire e gli leccai il lobo dell’orecchio, provocandogli un fremito. Avevo appena trovato un suo punto debole. “Woden”, mi richiamò ancora una volta, con la voce rotta del respiro ansante. Si schiarì la gola. “Io non credo…” lo zittii subito con un movimento repentino dei fianchi. Prese un gran respiro e esplose in uno sbuffo ancora più potente e imprevisto, soffocato da un suono gutturale. Forse non se l’aspettava neanche lui quella mossa. Continuai a baciarlo fino all’incavo del collo e mi rilassai del tutto, spingendo il mio corpo contro il suo. Percepii ogni movimento del suo respiro accelerato, come lo era anche il mio. Avevo tutto lo stomaco sottosopra e sentii un intenso calore propagarsi nel basso ventre, come un sussulto. 
E’ così sbagliato provare dei sentimenti per un amico? Se la relazione non andasse, come finirebbe l’amicizia? Woden non può fare a meno di porsi delle domande, perchè perdere Carter, vorrebbe dire perdere tutto.
Fu in quel preciso istante, che capii davvero che Carter mi sarebbe mancato, più di quanto avessi immaginato. E forse anche di più.
E’ un libro che ti fa sognare, il modo in cui è scritto, l’ironia delle situazioni e la dolcezza o la malizia o l’irritazione che si legge tra Woden e Carter fa di questo libro un capolavoro. Non solo vi consiglio vivamente la lettura, ma faccio le congratulazioni a Tania, perchè scrivere lo sanno far tutti, ma non tutti sanno far innamorare un lettore di un libro.
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Fece per andarsene, girando i tacchi, ma io lo raggiunsi in un attimo saltandogli addosso, per abbracciarlo alle spalle. Gli passai le mani sotto le braccia e lo strinsi con tutta la forza che avevo, facendolo sbilanciare all’indietro. Rimanemmo così per qualche istante e poi, senza dire niente, Carter alzò un braccio e ruotò il busto per invitarmi ad abbracciarlo nel modo giusto e non me lo feci ripetere due volte. Gli passai da sotto il braccio e mi alzai sulle punte per dargli un bacio.
VOTO: 4/5.

INTERVISTA ALL’AUTRICE:
Com’è nata l’idea di questo romanzo?
Allora, è un’idea che avevo in testa da un po’ di tempo: un’amicizia che dura da anni ma di nascosto. Poi ho pensato a farli incontrare segretamente un giorno a settimana, nel quale potevano ritrovarsi. Il resto è venuto di conseguenza. Quando ho iniziato a scriverlo, per esempio, la parte delle gare Nascar non c’era.
Sei riuscita a far Carter libertino e Woden più ‘inesperta’ senza cadere nel solito cliché, hai scelto questo carattere per i personaggi per un motivo preciso?
In realtà non c’è un motivo ben preciso, perché Carter è come se si fosse delineato da solo nella mia testa e anche con una certa prepotenza! Non so come spiegarlo, ma non avrei potuto immaginarlo in un modo diverso. Woden è il suo esatto opposto, ma riesce a sopportarlo perché conosce i suoi pregi e difetti da una vita, quindi diciamo che è abituata alle sue stranezze, come Carter è abituato a quelle di Woden! Ho cercato di raccontare qualcosa di diverso dal rapporto stereotipato tra il bello della scuola e la ragazza anonima, pur partendo dallo stesso concetto di base.
Quale è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere e perché?
Forse alcune parti scritte dal punto di vista di Carter. In particolare nelle scene in cui ha degli approcci intimi con le ragazze. Ho scoperto che scrivere dal punto di vista maschile, soprattutto se il protagonista è nell’età adolescenziale, non è poi così semplice come avevo immaginato all’inizio.
Nella vita hai trovato il tuo Carter?
Non ancora e non so se sia una sfortuna, visto il tipo di carattere che ha.
Qual è il tuo genere preferito?
Sicuramente il fantasy, ma mi piacciono un po’ tutti i generi, tranne il rosa troppo shocking e il dark romance.
Chi sono i tuoi più grandi sostenitori?
I miei genitori, che mi sostengono in ogni mia scelta (anche se spesso sono contrari) e sopportano tutte le mie idee deliranti.
A quando il prossimo romanzo? Tratterai un genere diverso o ti focalizzerai ancora su questo?
Ah non lo so! Sto lavorando in contemporanea a due progetti di due generi diversi, uno è fantasy e l’altro è di narrativa rosa, quindi non so quanto tempo mi occorrerà per finirli.
Per chi volesse pubblicare come te un romanzo, cosa consiglieresti?
Il lavoro che c’è dietro a una pubblicazione di un libro per gli autopubblicati è enorme, soprattutto perché non c’è un gruppo di persone e una casa editrice che indirizza a accompagna lo scrittore in tutte le fasi che portano poi al prodotto finito. Io curo ogni parte: bozza, editing, grafica, design e pubblicità. Il mio consiglio è quello di fare ricerche continue e provare a sviluppare tutte le nostre potenzialità. Purtroppo non avendo nessun collaboratore o finanziatore (oltre me) mi sono dovuta arrangiare con i mezzi a mia disposizione e confermo che partire da zero è qualcosa di terrificante, nel vero senso della parola perché ti trovi da sola in mezzo a un mare di romanzi e scrittori conosciuti ed emergere non è per niente facile. Ci vuole anche una buona dose di fortuna, ma anche tanta tenacia e voglia di fare. Prima o poi i risultati arriveranno. Ci vuole pazienza in questo genere di cose. Tanta tanta pazienza.
Grazie mille a Tania per averci risposto e spero che il suo libro venga conosciuto e apprezzato come ho fatto io .
Sabrina

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