sabato 7 maggio 2016

RECENSIONE 'Hope. Gli occhi della speranza' di Daniela Mastromatteo

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SINOSSI
Hope racchiude un segreto, qualcosa di cui nemmeno lei è del tutto consapevole. Durante l’ultimo anno di scuola partecipa a una festa di compleanno che le stravolge la vita: da quella sera Hope non è più la stessa. Si nasconde dietro orribili abiti neri, larghi e più grandi di lei. Copre il suo seno prosperoso con delle fasce strettissime e a tradirla sono solo i suoi occhi: due meravigliose iridi azzurro-cielo.
La vecchia Hope non esiste più: si chiama Op, adesso, e inizia a soffrire d’asma e repentini attacchi di panico. La madre è convinta che la città non sia favorevole al suo stato di salute, quindi decide di farle passare le vacanze estive dagli zii, sul lago di Costanza.
Daniel vive da sempre in una bellissima tenuta di campagna tra i piccoli paesini di Daisendorf e Meersburg. Alla morte del padre ha ereditato la tenuta, nonostante la netta opposizione delle sorelle e della madre, le quali vorrebbero un futuro migliore per lui. Daniel però ama la sua terra più di qualsiasi cosa al mondo. Dedica il suo tempo al lavoro e trascura la vita sociale. Non ha molti amici, né crede più nei sentimenti: Julia gli ha spezzato il cuore.
Entrambi rifiutano l’amore, ma ben presto diventano amici e le loro convinzioni precipitano nel vuoto. Quando sembra che tutto stia andando per il meglio il destino gioca la sua parte: Daniel e Hope sono legati da sempre. Daniel si rifiuta di accettare questo turbine di informazioni. Non vuole crederci e non sa come dirlo a Hope. Proprio ora che i loro cuori avevano ripreso a battere, la cruda verità potrà separarli per sempre. Tanti segreti, troppe rivelazioni e una sola speranza: sarà più forte l’amore?
RECENSIONE
Buonasera care mie lettrici,
Stasera voglio parlarvi della mia ultima lettura italiana. Si tratta di un romanzo autopubblicato, uscito il 20 febbraio.  Sto parlando di  “Hope: gli occhi della speranza” scritto dalla bravissima Daniela Mastromatteo.
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Incontriamo Hope, una ragazzina che, durante una festa liceale, subisce quasi una violenza fisica da parte di un ragazzo conosciuto la sera stessa e ,da quel momento in poi, attacchi d’ansia, di panico e soprattutto ricordi confusi e frammentati le faranno perdere la fiducia in se stessa e negli uomini in quanto riterrà che quest’ultimi sono da considerare esseri incapaci di amare, dal momento che desiderano soltanto l’aspetto fisico del rapporto.
Diventerà un’altra persona, sia fisicamente che caratterialmente. Inizierà a vestirsi di nero, a nascondere le proprie forme femminile, a truccarsi in maniera eccessiva. Tutto questo per evitare di essere guardata e soprattutto notata.

“Ormai indossavo solo abiti neri. Io i colori non andavamo più d’accordo, era come se il nero racchiudesse tutte le emozioni represse, senza sfoggiare in qualcosa. I colori erano troppo personali ed io non amavo mostrare la mia personalità, sempre se ne avessi avuta davvero una. Non desideravo essere scavata all’interno ne apprezzata, amata e capita. Non mi capivo nemmeno io, a dirla tutta. Quindi preferivo restare anonima o meglio ancora, essere etichettata come la ragazza intrattabile, da cui era meglio stare alla larga.”

A causa di questi motivi di salute, la madre la costringerà a trascorrere le vacanze estive nella tenuta dei suoi zii, sul lago di Costanza, nella speranza che l’aria di campagna le possa giovare. Qui incontrerà Daniel, vicino di casa che si prende cura della fattoria di famiglia lasciatagli dal padre e degli animali che ospita nella sua stalla. Dall’inizio i due protagonisti non si piacciono. Per Hope, Daniel non appartiene alla categoria di ragazzi seri che sanno cosa significa amare. Mentre Daniel non ha occhi e cuore che per la propria tenuta lasciatagli in eredità. Questo perché in passato anche lui è stato scottato da una brutta storia che gli ha lasciato cicatrici che non hanno intenzione di risanarsi, ragion per cui ha perso la fiducia in tutto il genere femminile.

“Questo sentimento era come una spina nel fianco. Ad ogni passo provocava dolore, lancinante o fievole, in base al movimento, ma pur sempre dolore. Ed era per questo che io ci avevo rinunciato. Io ero più forte dell’amore e non mi sarei lasciato travolgere nel distruggere un’altra volta. Non ne volevo sapere più nulla.”

Nonostante l’odio iniziale tra i due, i protagonisti  si ritroveranno ad istaurare un’amicizia basata sulla complicità. Questo rapporto li porterà ad avvicinarsi sempre di più, fin quando il filo che divideva l’amicizia da un sentimento diverso diventerà talmente sottile da risultare addirittura invisibile.
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Purtroppo il destino non è sempre propenso al felici e contenti ed è per questo che stare insieme per loro diventa difficile se non impossibile. Ma la bravura della scrittrice sta nel rendere l’impossibile una certezza. Vi starete chiedendo come sia possibile? Grazie a dei colpi di scena che soltanto una mente fantasiosa è in grado di ideare.
La loro storia non sarà facile, dovranno superare molte difficoltá, soprattutto quel passato che non accenna a lasciarli in pace.
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“Socchiusi la bocca e le nostre lingue tornarono ad assaporarsi. Daniel mi baciava con passione, poi di nuovo con dolcezza e subito dopo con ardore.”

Purtroppo il destino non è sempre propenso al felici e contenti ed è per questo che stare insieme per loro diventa difficile se non impossibile. Ma la bravura della scrittrice sta nel rendere l’impossibile una certezza. Vi starete chiedendo come sia possibile? Grazie a dei colpi di scena che soltanto una mente fantasiosa è in grado di ideare.
La loro storia non sarà facile, dovranno superare molte difficoltá, soprattutto quel passato che non accenna a lasciarli in pace.
Questo romanzo mi ha cullata per diversi pomeriggi, con punti di vista alternati, scrittura semplice e mai stancante. Le tematiche affrontate sono tematiche che hanno un peso maggiore: violenza, terrore, disagio ma anche amore, riscatto, coraggio sono gli ingredienti principali di quest’opera. Vi consiglio questa piacevolissima lettura.
VOTO 4/5

MADDALENA


INTERVISTA ALL’AUTRICE:
1. Come è nata l’idea per questo romanzo?
Innanzitutto volevo scrivere una storia ambientata sui laghi di Costanza. Ci sono stata in vacanza qualche anno fa, e quest’anno ho ripetuto l’esperienza, e ho amato davvero molto quei paesini. Da lì ho iniziato a fantasticare su una storia intrecciabile con quei meravigliosi posti. Man mano che fantasticavo Hope e Daniel hanno preso vita nella mia mente. Per il resto ho semplicemente scritto una storia che mi emozionasse. Quando scrivo dimentico chi sono, dove sono e con chi sono. Mi immedesimo completamente nei personaggi e nella storia.
2. Spiegaci come hai creato il carattere di Hope e Daniel e perché.
Non ho seguito uno schema. Diciamo che mi sono basata molto sul loro vissuto. Hope ha subito violenza quando era solo una bambina e a una festa di compleanno è stata quasi stuprata. Tutto questo l’ha portata a nascondersi, sotto orribili abiti neri, trucco pesante e persino una fascia che le nasconde il seno prosperoso. Hope vuole proteggersi. Volevo che fosse una donna sofferta, all’apparenza fragile, lunatica, scontrosa con il genere maschile. In realtà riscopriremo una donna forte, con un carattere deciso, una voglia immensa di tornare a vivere e soprattutto la voglia di amare ed essere amata. Daniel, invece, volevo che fosse il prototipo del ragazzo d’altri tempi. L’uomo che rispetta la sua terra, che dà anima e corpo nella sua passione più grande. Nonostante ciò è un ragazzo sofferto. Anche lui con un passato alle spalle non semplice.
3. Qual è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere e perché?
Non ho trovato parti difficili. Ogni colpo di scena, frammento, episodio è stato scritto con decisione e passione. Amo scrivere, dunque quando mi immedesimo nella storia le mie dite scorrono fluidamente sulla tastiera.
4. Nella vita hai trovato il tuo Daniel?
Daniel è un ragazzo fantastico, di cui mi sono innamorata io stessa mentre scrivevo il romanzo (lo ammetto ahah), ma sì, anch’io ho trovato l’amore. Il mio lui non è un Daniel, ma  d’altronde io non sono Hope. A parte ciò, sono davvero fortunata. Ho trovato la persona che combacia con la mia anima.
5. Che genere definiresti il tuo romanzo e perché?
Credo che il mio possa definirsi un Romanzo rosa, data la storia d’amore, ma allo stesso tempo anche Romanzo di formazione, poiché i protagonisti, sopratutto Hope, subiscono una maturazione nel corso della storia, partendo dal loro passato, attraverso emozioni, sentimenti, progetti, azioni. Non è una semplice storia d’amore. Il mio romanzo tratta anche alcune tematiche sociali come l’abuso sui minori.
6. Cosa ti ha spinto a scegliere il titolo “Hope” per il tuo romanzo?
Innanzitutto volevo che il romanzo si chiamasse come la protagonista. Per chi leggerà o ha già letto il romanzo, saprà benissimo come mai, la madre, le affibbiò quel nome. Il sottotitolo “gli occhi della speranza”, l’ho usato per enfatizzare maggiormente il concetto. Hope non è solo un nome. Racchiude il messaggio più importante della storia. E i suoi meravigliosi occhi azzurro-cielo ne sono il riflesso.
7. Hai intenzione di tradurre il romanzo per pubblicarlo in altri Paesi?
Sì! Ho già dei progetti in corso. Vorrei tradurlo in lingua inglese e tedesca.
8. Qual è il tuo genere preferito?
Non ho un genere preferito. Vado molto a periodo. Adesso sto leggendo molti Romanzi, poi altri periodi prediligo i fantasy o i thriller. Non mi piacciono molto gli storici.
9. Quali sono i tuoi autori/autrici preferiti? Hanno influenzato in qualche modo il tuo modo di scrivere?
Influenzato no. Non scrivo basandomi su qualcun altro, però leggere aiuta molto a migliorarsi, questo sì. Non ho degli autori preferiti. Leggo in base al libro. Se la sinossi, il titolo e la copertina mi colpiscono allora lo compro. Ovvio che se leggo un libro di un autore e mi piace, comprerò il prossimo a occhi chiusi. Anche se potrebbe benissimo deludermi. Posso dirti, al massimo, i due libri letti nell’ultimo periodo che mi hanno colpito molto. Uno è della Harmon “Sei il mio sole anche di notte”, l’altro è di Jojo Moyes “Io prima di te”. Entrambi con belle tematiche.
10. Chi sono i tuoi più grandi sostenitori?
Senza alcun ombra di dubbio il mio ragazzo. Lui mi sprona sempre a continuare e a credere nei miei sogni. Poi anche i miei amici più stretti e la mia famiglia.:)
11. A quando il prossimo romanzo? Tratterai un genere diverso o ti focalizzerai ancora su questo?
In realtà sto scrivendo il secondo volume della collana “La Speranza”. Anche questo sarà auto conclusivo. Ci sarà un salto temporale di vent’anni, e parlerò della figlia di Hope e Daniel: Maya.
12. Per chi volesse pubblicare come te un romanzo, cosa consiglieresti?
Innanzitutto molta passione. Senza di quella, non si può resistere nemmeno un attimo in questo mondo. Per noi self è ancora più difficile. Oltre a scrivere, editare, impaginare, creare una cover ecc… bisogna anche fare marketing. Quindi il mio consiglio è di non demordere. So che il sogno di ognuno di noi è fare lo scrittore, ma purtroppo non basta. Almeno che non si riesca a raggiungere qualche casa editrici, bisogna cavarsela da soli. Il mio consiglio è: BUTTATEVI! Rischiate, mettetevi in gioco. Pian piano le soddisfazioni arrivano, la gente inizierà a leggere i vostri racconti e molti lo apprezzeranno. E non temete i pareri negativi, anche quelli sono fondamentali per crescere. Mai smettere di credere nei sogni.

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