sabato 7 maggio 2016

RECENSIONE 'Come miele e neve' di Siro T. Winter

come miele e neve
TITOLO: Come miele e neve
AUTRICE: Siro T. Winter
DATA D’USCITA: 13 Luglio 2015
GENERE: romanzo rosa
CATEGORIA: amore, drama
NARRAZIONE: pov femminile in terza persona, pov maschile in seconda persona (solo in cartaceo)
COPPIA: Lou, donna solitaria;Vilhelmi, affascinante musicista.


SINOSSI:
«Perché batte il cuore?»
È questa la domanda che Lucia “Lou” Zarda, trent’anni, si è posta per tutta la vita.
Ferita e delusa dopo la fine della storia decennale con Andrea Marini, Lou vive nel suo mondo fatto di colori e tele e di lunghe passeggiate solitarie fino alla spiaggetta che guarda al parco di Seurasaari di Helsinki, divisa tra il lavoro al Museo d’arte contemporanea e il bozzolo sicuro della sua piccola casa. L’incontro inaspettato con il musicista che vive a pochi passi da lei, l’affascinante e misterioso Vilhelmi Niemi e i suoi verdi occhi di giada getterà mille dubbi su Lou, investendola con un turbinio di nuove emozioni, incertezze e speranze.
La voglia di lasciarsi andare si scontra con l’antica paura di non essere abbastanza.
Scappare o restare rischiando di essere ferita di nuovo?
Lasciarsi amare o rifugiarsi nella solitudine rassicurante?
Un susseguirsi di eventi inaspettati spingerà Lou a compiere una scelta che potrebbe cambiarle per sempre la vita.
Anni dopo, il destino porterà nuovamente Lou ad Helsinki, nel la terra che l’ha adottata e nella quale si sente a casa, la fredda e magica Finlandia con le sue aurore boreali e il sole di mezzanotte, dov’ è sempre stato il suo cuore.
Il ricordo di Vilhelmi, di colui che ha amato profondamente, non l’ha mai lasciata, tormentandola anche nei sogni.
Forse le loro strade si incroceranno ancora una volta e Lou troverà la risposta alla sua domanda.
RECENSIONE

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Lou, donna dal carattere umile e benevolo, trascorre le sue giornate tra la galleria d’arte contemporanea in cui lavora e tra le serene e solitarie passeggiate sulla spiaggia della sua amata Helsinki.
La sua vita trascorre tranquilla e monotona: lavora, si dedica alle faccende domestiche e si gode la compagnia della sua amica Nur.
Nel passato ha sofferto per Andrea, suo compagno fin dall’adolescenza con il quale si era trasferita ad Helsinki tre anni prima, che l’ha tradita e lasciata per un’altra donna; ha affrontato con grande dolore il suo tradimento e da allora ha cercato di dimenticarlo con tutta se stessa, cercando di non pensare al male che aveva dovuto sopportare. I suoi amici le sono stati sempre accanto, non l’hanno mai abbandonata, l’hanno sempre confortata e protetta e l’hanno consigliata nel miglior modo possibile.

“La verità è che tu hai paura. Hai paura di tutto quello che provi e che non sai gestire. Hai paura se qualcuno ti trova bella e desiderabile. Hai paura di lasciar vedere i tuoi veri pensieri. E in questo momento hai paura di me. E non perché sono io; potrei anche incassare un no, non è la prima volta che succede, credimi.Ha creduto con tutte le forze in se stessa ed è andata avanti per la sua strada affrontando le mille difficoltà che ha incontrato.”

Ma la vita le riserva ancora tante sorprese…
In un giorno nevoso, per salvare un gattino infreddolito, si imbatte nell’imperscrutabile e affascinante musicista Vilhelmi Niemi, idolo di molte teenager. Fin dal primo incontro Lou si perde nei suoi affascinanti occhi verdi da perfetto finlandese; lui rimane incantato dai modi semplici ed eleganti di Lou, dai suoi movimenti banali e sensuali.
Lou non vuole legarsi a nessuno perché è continua preda dei continui rimorsi e delusioni subìte da Andrea, ha timore di essere delusa nuovamente e di soffrire nuovamente e cerca in tutti i modi di tenerlo alla larga nascondendosi ed evitando di incontrarlo.
Ma l’intrigante Niemi non molla e le ronza sempre intorno fino a quando Lou non riesce più a resistergli e cede tra le sue braccia.
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“Vilhelmi stava facendo l’amore con lei in modo più dolce, più sensuale, più travolgente. La scopriva pian piano, lasciandola sciogliere tra le sue braccia secondo i suoi tempi, senza smettere di guardarla negli occhi, cercando di capire cosa stesse provando, sorridendole, sussurrandole parole sulla pelle.”
La passione scoppia inevitabilmente, il desiderio di avere accanto l’altro era irrefrenabile, nessuno dei due poteva evitarlo.
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Ma il destino riserva ad entrambi delle difficoltà: lei ha il costante timore di essere abbandonata per la cerchia di donne che gli ronzano attorno e per i continui impegni di lavoro che lo allontanano da casa, lui dal canto suo cerca di rassicurarla in ogni modo promettendole di non desiderare altra donna fuorché lei, amandola e coccolandola  come meglio poteva.

“Perché a volte pensiamo che tutto sia tremendamente difficile? Che non ci sia soluzione quando, invece, è tutto facile? Basta aprire il cuore senza recriminazioni, senza bugie, semplicemente dando fiducia e ascoltando l’altro come si ascolta se 
stessi.”


Un avvicendarsi di avvenimenti che Lou non riuscirà a sopportare, la costringeranno a separarsi da Niemi e ad allontanarsi da Helsinki per quattro anni. Nel frattempo i due soffrono inesorabilmente per la mancanza dell’altro, cercano in tutti i modi di andare avanti con la propria vita ma il ricordo costante dei momenti trascorsi insieme e dei sentimenti intramontabili nutriti l’uno per l’altro non li abbandoneranno mai.
Anni dopo il destino riporterà Lou nella sua amata Helsinki e ne accadranno ancora delle belle….

Libro straordinario…
È un romanzo carico di sentimenti, di emozioni.. emozioni che ogni donna ha provato almeno una volta nella propria vita, come la paura di sbagliare, di provare emozioni che potrebbero distruggere in mille pezzi il proprio cuore, la paura di lasciarsi andare completamente e incondizionatamente troppo presto a quei sentimenti inevitabili, di non meritare la persona amata e di essere imperfetta agli occhi dell’uomo che ha accanto, di essere delusa nuovamente, di soffrire e di morire dentro. Ma innamorarsi è una delle cose più belle che esiste al mondo, che accade senza un motivo, senza una spiegazione, ti innamori e basta e non si può far altro che assecondare ai propri sentimenti, anche se questo può causare sofferenza. Bisogna rischiare per correre il rischio di essere felici, bisogna osare sempre proprio perché quella felicità risiede nell’avere accanto la persona amata.
Il romanzo è un inno alla vita e all’amore, enuncia ad amare e ad essere amati, a liberare i propri sentimenti e a non rinchiuderli mai nel proprio cuore perché reprimendoli, potrebbero devastare l’anima. Per chiunque ama o ha amato imprimete nella vostra mente queste parole:

“Vivi, rischia, ama, soffri, e lascia che le delusioni ti aprano gli occhi, ma non ti chiudano il cuore.”


RAFFAELLA


Ringrazio l’autrice per essere stata disponibile per l’intervista.
INTERVISTA ALL’AUTRICE:
1. Come è nata l’idea per questo romanzo?
Per gioco, come ho detto spesso. Feci un sogno, lo misi su documento word il mattino successivo, con alcune amiche ridemmo dei miei viaggi onirici. Una di loro mi disse: “Sai, dovresti scriverci su una storia…”. Detto fatto: scrissi una bozza. Piacque a tutte e continuai, per gioco. Ho continuato a giocare per tre anni e le “fan” di Vi e Lou erano aumentate di numero, tanto che mi hanno spinto a renderla un romanzo. Ed eccomi qui.
2. Spiegaci come hai creato il carattere di Vilhelmi e Lou e perché.
Lou è venuta fuori da sola, come la maggior parte dei personaggi. Come si dice? “Si sono scritti da soli.” Per Vilhelmi ho cercato di attenermi al personaggio reale che mi ha ispirato, ossia il frontman della band metal finlandese HIM, Ville Valo. Interviste, frasi, testi delle sue canzoni hanno fatto il resto. Spero di aver reso il personaggio abbastanza credibile. E non averlo ridicolizzato: la mia stima e il mio amore per la band e lui sono infinite.
 3. Quale è stata la parte del romanzo più difficile da scrivere e perché?
Le scene d’amore. Rileggendole mi imbarazzano molto… forse ci ho messo troppo di me. E la malattia di Mara. Ho perso da poco mio padre e mentre la scrivevo, molto tempo fa, pensavo a come sarebbe stato per me perdere qualcuno che amavo, che amo. Le parole, ovviamente non saranno mai abbastanza esaustive, per esprimere il dolore della perdita.
4. Nella vita hai trovato il tuo Vilhelmi?
No. Magari… dubito esista un uomo che abbia in sé tutte le qualità e i difetti che abbiamo trovato e amato in Vilhelmi!
5. Che genere definiresti il tuo romanzo e perchè?
Romance malinconico. Esiste come genere? Perché non è smielato, contrariamente a quanto si possa pensare dal titolo. C’è quest’aura malinconica ma dolce, romantica ma anche un po’ cupa… Probabilmente la musica ha influito molto, in quanto rispecchia a mio parere, lo stile HIM. Perché tiene il lettore in ansia fino alla conclusione e non sai se ci sarà o meno un lieto fine. E quando arriva, non è quello che ti saresti aspettata.
6. Cosa ti ha spinto a scegliere il titolo “Come miele e neve” per il tuo romanzo?
Era il titolo di uno dei capitoli, il terzo per l’esattezza. Non ne trovavo uno che non fosse già stato usato, che mi soddisfacesse e racchiudesse in sé il senso del libro. La dolcezza del miele, come gli occhi di Lou, come la voce di Vi. La bellezza gelida della neve finlandese e la magia che evoca in ognuno di noi fin da quando eravamo piccoli. Due elementi così diversi, che apparentemente non hanno nulla in comune ma che alla fine si completano perfettamente, così come fanno Vi e Lou.
7. Hai intenzione di tradurre il romanzo per pubblicarlo in altri Paesi?
Non è in programma, mi piacerebbe molto però.
 8. Qual è il tuo genere preferito?
Non ne ho uno. Leggo romance, narrativa, thriller, biografie… Mi piacciono i bei libri, quelli che quando li chiudi ti lasciano dentro qualcosa. Non amo molto il genere young adult o i libri sulla scia delle sfumature, mi annoiano a morte. In effetti sono piuttosto difficile: scelgo con cura un libro da leggere. Spesso ho visto gente che dice di leggere più libri in contemporanea… non so come faccia. Io devo vivere fino alla fine dentro una sola storia e fatico ad uscirne per parecchi giorni. 
9. Quali sono i tuoi autori/autrici preferiti? Hanno influenzato in qualche modo il tuo modo di scrivere?
Oh… anche qui ne ho tanti e in settori diversi, direi. Rice, Brooks, Koen, Faletti… tra tutti. No, mi piacerebbe avere l’1% del loro talento, però.
 10. Cosa stai leggendo in questo periodo?
Al momento nulla. Sono in fase di scrittura e quando scrivo, non voglio distrazioni o influenze esterne.
11. Chi sono i tuoi più grandi sostenitori?
Le amiche, quelle che seguivano la storia fin da quando era pubblicata su un sito amatoriale. Mi hanno spronata, sostenuta e lo fanno ancora, costantemente. E da quando hanno scoperto che scribacchio, mia sorella e mio fratello *ridacchia*. Li vedo condividere su facebook i post della fan page, commentare… anche se sono abbastanza discreti, li becco sempre.
12. A quando il prossimo romanzo? Tratterai un genere diverso o ti focalizzerai ancora su questo?
Spero presto… ho ripreso a fatica una trama che avevo iniziato molto prima di “Come miele e neve”. Ho notato quanto sia cambiato il mio stile e sto stravolgendo tutto. È, sarà, un paranormal romance. Ma nello stile malinconico. È quello che alla fine mi viene meglio.
13. Per chi volesse pubblicare come te un romanzo, cosa consiglieresti?
Di farlo, di buttarsi, di non mollare alle prime difficoltà. Di affidarsi prima a lettori “amatoriali”, leggere e rileggere fino allo sfinimento, accettare le critiche, i consigli e non prendersi mai sul serio. In caso di brutte cadute, ci si fa meno male: pensare di essere su uno scalino sopra tutti non aiuta mai. Poi di affidarsi a professionisti se si vuole investire in editing e grafica non fai da te. E di guardarsi alle spalle, sempre

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